Aly & Aj: La recensione di “With Love From”

4 mins read
  • Aly & Aj – With Love From
  • 15 Marzo 2023
  • ℗ Aly & AJ Music, LLC

Le sorelle Michalka danno alle stampe “With Love From”, quinto album in studio, che spazza via ogni traccia di synth-pop anni ‘80 dei progetti precedenti, in favore di power-country, ballate sdolcinate e colonne sonore da viaggio, che mantengono un costrutto folk, ma con uno sviluppo più moderno. Le produzioni, opera di personaggi che hanno lavorato con artisti come Taylor Swift, nella sua versione folk, costruiscono uno strato di country anni ’70, caratterizzato da chitarre cruncy, e sintetizzatori che non risultano mai in primo piano. Lo stile di scrittura moderno incontra un approccio analogico di registrazione, in modo da tirare fuori dischi vecchi di cinquant’anni, ma che suonano attuali. 

Lo stile di scrittura pop di “Open to Something and That Something Is You”, si mescola perfettamente con un tipo di country vintage. “With Love From”, uscita originariamente come singolo alla fine del 2022, è una ballata tradizionale immersa dentro atmosfere caratterizzate da suoni di sintetizzatore filtrati e sfocati. “Ti avevo detto che sarei cambiata / Ma immagino di non averlo mai fatto” cantano le sorelle Michalka nel ritornello. L’arpeggio di chitarra acustica di “After Hours” nello stile più classico di musica country. Le line melodiche e le sezioni ritmiche infondono una sensazione di spensieratezza, sotto un testo che parla di fuggire dalla monotonia e dalla tristezza. La lap steel di “Blue Dress” apre un’altra ballad, in cui le voci di Aly e Aj si fondono perfettamente sotto batterie leggere e suoni quasi psichedelici. 

La sezione ritmica di “Love You This Way” ti catapulta dentro un furgoncino Volkswagen, destinazione Texas. Con queste melodie da viaggio le sorelle introducono un testo che parla d’amore in tutte le sue sfaccettature.  “Ti amo in questo modo, non mi interessa, non importa chi sta guardando”. “Way of Nature Way of Grace”, primo e unico featuring di questo disco, con Joy Oladokurn, è una ballad acustica a base di piano, chitarra e stratificazioni vocali. In “Tear the Night Up” uno strumming di chitarra elettrica ricorda vagamente i Roxy Music di “Country Life”. 

“Sunchoke” prende in prestito alcuni elementi di indie pop. Ritornano tematiche riguardanti il viaggio, in questo caso una fuga: “Sono in fuga / Sono così arrabbiata con me stessa / Potrei soffocare il sole”. “Talking in My Sleep” introduce line di basso funky, mentre in “Baby Lay Your Head Down” ci troviamo con la canzone più vicina ai progetti passati, con sintetizzatori più presenti rispetto alle tracce precedenti e voci molto riverberate, al limite dello shoegaze.

Le pesanti chitarre elettriche e le batterie serrate di “6 Months of Staring Into the Sun” accendono il fuoco sulla chiusura dell’ultima traccia di questo disco. 

Voto: 7.5/10

/ 5
Grazie per aver votato!
Previous Story

M83: La recensione di “Fantasy”

Next Story

Doug Paisley: La recensione di “Say What You Like”

Latest from Recensioni