Blake Mills: La recensione di “Jelly Road”

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  • Blake Mills – Jelly Road
  • 14 Luglio 2023
  • ℗ New Deal Records / UMG Recordings. 

È un’atmosfera onirica e esotica, quella che accompagna il quinto disco del cantautore e produttore californiano. Il sodalizio artistico con il musicista Chris Weisman è iniziato oramai cinque anni fa, durante la composizione della colonna sonora di “Daisy Jones & The Six”. Quelle atmosfere vintage soft-rock, hanno portato il duo alla stesura di “Jelly Road”. 

Il suono estremamente vintage, e nonostante gli strumenti elettronici abbiano solo un ruolo marginale, contribuiscono a dare un’aria di folktronica al disco. Tra gli organi e strumenti world music, millis integra nel disco un impeccabile guitar styling, creando vere e proprie sezioni di chitarra estremamente riconoscibili. 

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L’apertura del disco “Suchlike Horses”, è una simil ninnananna, caratterizzata da un vasto assortimento di strumenti acustici a corda, mellotron e voci cariche di riverbero. La title track è quella che, se dobbiamo stare a cercare somiglianze, potrebbe rispecchiare di più il soft-rock ricercato dai due artisti negli anni precedenti. Gli sprazzi stile Americana di “Skeleton is Walking” offrono uno spiazzo perfetto alle linee melodiche sovrapposte delle chitarre di Mills, mentre su “Unsignable” emerge il background jazz di Weisman. 

Alcune delle tracce di questo disco sono completamente frutto del potente estro compositivo del musicista di Brattelboro, che ha composto alcune idee sul suo iPad. 

I violini di “Wendy Melvoin” danno alla traccia uno stampo quasi medievale, sostenuto dalle percussioni etniche. Qui si sviluppa una trama di basso molto potente, già ricercata in “Highway Bright” e poi portata avanti tra i sussurri acustici di “There is no Now”. “Press My Luck” è l’ennesimo sprazzo jazz in un disco ricco di contaminazioni. La traccia lascia spazio ad assoli distorti, WhaWah anni 70, e campionamenti vocali. 

Voto: 7.7/10

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