Boetti: La recensione di “Romanzo Porno”

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Review

Voto
6.9/10
Overall
6.9/10
  • Boetti – Romanzo Porno
  • 24 Novembre 2023
  • ℗ Manita Dischi / .Belva / Virgin

Il cantautore pratese torna, dopo due anni dal disco di debutto, con “Romanzo Porno”, un disco in cui le imperfezioni prendono il sopravvento, accompagnate da suoni sperimentali in bilico tra pop e cantautorato.  

Dopo una lista di partecipazioni in diverse band e diversi concerti, la svolta solista arriva nel 2020, quando inizia a pubblicare, sotto Artist First, i singoli di anticipazione al suo primo disco, dal titolo “Blue”, uscito nel 2021.In “Romanzo Porno”, Boetti, parte da spaccati di vita, per mettere insieme un disco che analizza sensi di colpa, e drammi personali, all’interno di un viaggio introspettivo, in cui il romantico e il “volgare” si intrecciano.

Il disco viene prodotto da Andrea Pachetti (Zen Circus, Dente, Emma Nolde), che già aveva curato la lavorazione dell’album di debutto. Con l’aiuto di Pachetti, Damiano incastra le dinamiche di vita e le emozioni, in atmosfere caratterizzate da suoni elettronici, che si schiantano su strutture più tradizionali. 

Romanzo Porno

Ad aprire il disco è “Melancholia”, chiara ispirazione all’omonimo film di Lars Von Trier, mette in chiaro che questo disco non ha spazio per la speranza, al contempo, nella visione catastrofista di Boetti, c’è ancora spazio per rinascere. Il testo, breve, si dissolve in intricate strutture ritmiche e sintetizzatori acidi, che volteggiano verso la title track. “Romanzo Porno” racconta una storia d’amore destinata a finire, tra ritmi cadenzati, arrangiamenti orchestrali e strutture di voce che strizzano l’occhio ai Baustelle. Nella sofferenza della traccia, Boetti trova spazio per attimi di ironia, di chi sa che non può esserci un finale diverso. 

In “Carlo”, traccia più interessante del disco, Damiano esplora il tema dell’aborto raccontando la storia di Carlo, un ragazzo che lasciò la scuola dopo che la sua ragazza abortì. Lungo poco meno di tre minuti, mette in luce la superficialità con cui spesso si gestiscono le emozioni e le fragilità umane.

Se la traccia di apertura dava un assaggio del filo conduttore di questo disco, “Siamo Troppi” è la traccia che meglio riesce a descriverlo. Le urla e le timbriche graffianti, contrastano la solitudine, mentre il cantautore è afflitto da un dubbio ridondante: come facciamo a sentirci così soli se siamo così tanti. 

A chiudere il progetto è “Ragazzo Mio”, secondo singolo di anticipazione del disco, uscito il 10 Novembre. La traccia mette in secondo piano le sperimentazioni, concedendosi strutture pop, per raccontare storie di sogni infranti e sofferenze. 

Presto si capisce quanto in realtà, molte delle tematiche personali descritte all’interno del disco siano di portata universale, e quante delle storie descritte dentro questo disco, come ad esempio quella di Carlo siano molte più di quelle che si può pensare.

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