Buckwise: La recensione di “Best End”

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Best Ends

Review

Voto
7.3/10
Overall
7.3/10
  • Best End – Buckwise
  • 27 Ottobre 2023
  • ℗ Bonimba Srls / Dischi Uappissimi

Dopo il primo singolo della band, uscito lo scorso luglio, dopo una pausa durata tre anni, i Buckwise mettono in fila un altro colpo, con l’ultimo progetto, dal titolo “Best End”. Il quintetto pugliese, composto da Roberto Matarrese (voci, basso, chitarre), Nicola Galluzzi (tromba, synth, banjo), Lorenzo L’Abbate (chitarre, tastiere, basso, voce), Francesco Lombardi (chitarre, sax, basso, synth) e Michele Granito (batteria, voce), è tornato in grande stile. Ad accompagnare “Older”, i Buckwise hanno portato avanti un intenso tour estivo, durante il corso dell’estate.

Nella nuova versione del progetto Buckwise, la band si circonda di due nuove etichette, “Dischi Uappissimi” e Bonimba Srls, capitanata da Francesco Cerasi, compositore che ha tenuto per diverso tempo il quintetto sotto la sua ala.

Best Ends

In “Best Ends”, il gruppo costruisce un sistema di generi musicali diversi. Lo scheletro della traccia profondamente radicato nell’indietronica, trova il modo di esplorare territori post-rock, mescolando orchestrazioni e strutture elettroniche. “Best Ends” incarna alla perfezione il concetto di DIY music. L’intera lavorazione si sviluppa all’interno delle fila del gruppo, con Matarrese che si occupa, insieme ai compagni di tutto il processo produttivo, oltre che del mix e master, presso il 00Studio. 

La traccia si apre con loop, ticchettii e ovattate melodie di piano. Le stratificazioni di droni e sezioni orchestrali, costruiscono uno schema perfetto per ottoni pattern di percussioni elettroniche e armonie vocali stracolme di riverbero. La struttura degli arrangiamenti mette la ciliegina sulla torta dei Buckwise. La band mette da parte i crescendo emotivi, creando una linea altalenante di sensazioni. 

In “Best Ends” è come se il quintetto si trovasse costantemente di fronte a due strade. E ogni volta prende sempre quella più complicata. Quella che ti costringe ad andare avanti. Quella che ti spinge alla ricerca di un’altra sensazione, un’altra emozione, un altro finale. E infine capire che poche volte una fine è davvero una fine.

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