Crushed: La recensione di “Extra Life – EP”

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  • Crushed – Extralife – EP
  • 24 Febbraio 2023
  • ℗ Funeral Party

L’EP di debutto del duo statunitense è un incrocio tra Shoegaze di fine anni ’80 e Dream Pop, con punte di pop anni ’90 e temi incentratiti principalmente sull’amore e sulla malinconia. Il duo nasce a Los Angeles, dalla fusione di Breanna Morell, cantante dei “Temple of Angels”, e Shaun Durkan, produttore e membro dei “Weekend”, una band originaria di “San Francisco”, grazie a conoscenze comuni. 

“Extra Life” non cade negli errori di molti altri progetti, non replica mai fedelmente le palette di suoni figlie delle epoche musicali di cui abbiamo scritto in precedenza, ma tende a convertirle in qualcosa di nuovo, non è un progetto ambizioso, ed anche se non sembra, questa è una cosa positiva per un EP di debutto, aiuta a tastare il terreno, come quando entri in acqua poco alla volta per abituarti.

“Waterlily” si apre con suoni di drum machine sporchi e filtrati, voci rallentate e distorte, synth anni ottanta e effetti presi in prestito alla seconda ascesa dell’hip-hop. “Coil” riporta le menti indietro a vecchie sitcom di fine anni ’90, tra chitarre crunchy e l’impossibilità di lasciarsi certe situazioni alle spalle. La canzone termina con suoni a otto bit a metà strada fra una campana e un piano forte. “Milksugar” rallenta notevolmente ed imposta una nuova andatura per il resto dell’EP. Il duo fa i conti con la realtà e, tra esperienze passate e destino, il disco vira verso un’atmosfera più cupa.

“Bedside” si districa fra chitarre clean e synth brillanti, mentre Morrel canta dei “migliori giorni delle loro vite”. Le drum machine lasciano spazio a suoni di batterie acustiche sporcati da distorsioni e rumori Lo-fi. “Respawn” inizia con sezione ritmica, basso e rumore di fondo di quello che sembra un vecchio vinile. La traccia è caratterizzata da un arrangiamento semplice per quasi l’intera durata. Il culmine arriva verso la fine, quando tutti gli strumenti che ci erano stati introdotti in precedenza si mescolano sotto la voce di Morrel, che canta di come vorrebbe stare accanto ad una persona. In “Lorica”, traccia finale dell’EP, tutti gli strumenti profondamente stratificati si dissolvono in un’atmosfera di suoni metallici e voci parlate.

 Voto: 7/10

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