D.Worthy: La recensione di “Time Will Tell”

2 mins read
  • D.Worthy  – Time Will Tell
  • 1 Marzo 2023
  • ℗ D.Worthy / Blow Up Kids

Svolta alternative hip-hop nel sesto album in studio di D.Worthy, rapper originario di Vancouver. Le strumentali, spaziano da combinazioni di sezioni ritmiche trap e approcci melodici Old School a produzioni più moderne sotto tutti i punti di vista. La troppa diversità fra le tracce però, rappresenta un problema, non riesce a stabilire un unico filo conduttore che traghetta l’ascoltatore dalla prima all’ultima traccia del disco. 

L’album si apre con “Sleep Walking”, primo degli unici due featuring di questo disco. La traccia è costituita da una sezione melodica composta da vocalizzi e campionamenti, trasportati da una ritmica abbastanza scarna.  Reverse e 808 distorti guidano “Festival”, mentre tracce come “Peace Of Mind” e “Tantrum” si affidano a stili trap, senza altri tipi di sperimentazione. Sono tra le tracce più deboli del disco. A dare una nuova spinta, dopo la battuta d’arresto che il disco subisce con “Pomergranate Forces” subentra il feat. Con “Rahn Harper”. “Goodspeed” torna sui binari della traccia di apertura, aggiungendo a vocalizzi e campionamenti, una sezione vocale quasi R&B, sullo stile del primo TheWeeknd. Con l’ultima traccia dell’album, non che title track, il disco subisce il colpo di grazia. Sicuramente non un capolavoro, ma comunque un progetto che offre degli spunti interessanti da cui partire.

Voto: 6/10

/ 5
Grazie per aver votato!
Previous Story

Daisy Jones & The Six: La recensione di “AURORA”

Next Story

Heavy Wild: La recensione di “Dreamhead”

Latest from Thursday Phonic Radar