El Pueblo Domingo: La recensione di “Room Service”

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Review

Voto
7.4/10
Overall
7.4/10
  • El Pueblo Domingo – Room Service
  • 26 Gennaio 2024
  • ℗ Jon Bailey

Parola d’ordine, Psichedelia, per il terzo EP della band del nord dell’Inghilterra. In “Room Service”, il gruppo, di cui non si sa molto in realtà, composto dai polistrumentisti Jon Bailey, Leah Jones, Patrick Kennedy e Alex O’Neil, è riuscito a confezionare in un progetto di sole 4 tracce, una mole di stili sonori estremamente varia. Cresciuti (artisticamente) sotto l’influenza di artisti del calibro di Jimi Hendrix, Surprise Chef, Jazzbois e Mulatu Astake, “El Pueblo Domingo” sono riusciti a creare un’intricata rete sonora, capace di spaziare tra suoni strettamente legati al Rock psichedelico di fine anni sessanta e sonorità esotiche. 

L’incredibile dote compositiva era arrivata già con il loro progetto precedente. In “May Be Liable”, uscito alla fine del 2023, la band si era concentrata su ritmiche e melodie dalle sfaccettature Jazz/Hop. A poco più di un mese di distanza dal progetto, hanno già dimostrato di poter fare praticamente tutto quello che vogliono. 

“Room Service” vira completamente verso nuovi orizzonti sonori, facendo della psichedelia vecchio stampo il suo punto focale. 

Il disco si apre con synth corposi e ritmiche sincopate, prima che le chitarre distorte rubino la scena all’intero arrangiamento. Eppure, “Tone 27”, riesce lo stesso ad avere un posto giusto per tutti gli strumenti, creando un’incredibile atmosfera ricca di colpi di scena. Le ambientazioni di “Room Service” si spostano verso esotici paesaggi caraibici. Tra le melodie dei vibrafoni danzano insieme blues e Jazz, un connubio tanto strano quanto perfetto, che finisce per essere la ciliegina sulla torta per una traccia dai tratti erotici. 

“Dumaine Street” annega in Riverberi e Delay. Torna la forte impronta di rock psichedelico guidato dai “wah” di una chitarra elettrica leggermente distorta. Se con “Room Service” sembrava di essersi risvegliati in Colombia o in qualche posto simile dell’America Latina, con “Garry Ride”, demo inizialmente uscito a ottobre dello scorso anno, poi rilavorato, ci siamo trovati catapultati, in Medio Oriente. È una traccia con un alto carico di tensione, in cui “El Pueblo Domingo” trova spazio per l’utilizzo di Loop e arpeggi dai tratti “arabeggianti”, con cui la band da prova dell’incredibile versatilità.

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