Erotic Secrets Of Pompeii: la recensione di “Mondo Maleficum”

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Review

Voto
8.7/10
Overall
8.7/10
  • Mondo MaleficumErotic Secrets Of Pompeii
  • 25 Gennaio 2024
  • Deaf Endling Collective

Quando si dice che il buongiorno si vede dal mattino: risulta splendente l’esordio dei britannici Erotic Secrets Of Pompeii. Estro, pazzia, tecnica si fondono per creare un sound che intinge il proprio essere nel post-punk dei Fontaines D.C., la schizofrenia dei Black Midi, la follia creativa dei Mr. Bungle, l’acidità dei Primus. Un mix quantomai azzeccato che si esalta nelle dieci tracce che compongono “Mondo Maleficum”, un album che saprà accontentare palati diversi. Ma l’approccio deve essere consapevole, con le dovute istruzioni per l’uso, altrimenti rischia di diventare troppo complesso ai più e strizzare troppo l’occhio alla dance per i più esigenti.

“Osiris at the Large Hadron Collider” parte con un classico riff di chitarra che si potrebbe ascoltare in un disco dei Franz Ferdinand. Ma la voce di Thomas Hawtin accompagna l’ascoltatore in un vortice di stranezze, degno del miglior Mike Patton.
Già il giro di basso che introduce “The Wheel, the Spade, the Stars in Motion” mostra un altro percorso rispetto al precedente, dove la chitarra ricorda a tratti LaLonde, mentre la batteria prosegue il viaggio post-punk che li contraddistingue. E già ci troviamo di fronte ad una prima gemma.
L’inizio della terza “Faustina Filmed in Psychorama” ricorda i francesi We Insist!, con questo fare cadenzato accentuato dai vocalizzi. Un’altra freccia ben scagliata, dritta al centro del bersaglio.
La successiva “Venus Ascending” sembra tratta da un nuovo album degli Arctic Monkeys con la partecipazione di Mike Patton alla voce e con l’assolo di chitarra di David Gilmour. Questo strano trio suona a meraviglia, mostrando tutta la qualità della band.
Più sinuosa, ma al contempo acida e psichedelica, “Bad Weather at Beachy Head” si differenzia ulteriormente dal resto dei brani: questa mistione di suoni si fonde ancora di più qui, confondendo e sorprendendo l’ascoltatore, ormai in balia degli eventi.
Il picco di stravaganza viene raggiunto con “Utterly Rudderless”, un raro esempio di follia lucida contemporanea. Il vero capolavoro in mezzo a tante perle.
Segue egregiamente “Crocodilian”, quasi a voler ribadire che, anche se probabilmente si è raggiunta la massima vetta, le altre sono quasi tutte allo stesso livello. Più lineare della precedente, ma complessa nella sua interezza.
“Tenderness Has Failed Me” è sicuramente una delle più ascoltabili, senza troppi scossoni. Attenzione, ciò non significa banale, un termine che difficilmente potrebbe essere associato agli Erotic Secrets Of Pompeii.
Nemmeno il tempo di abituarsi ad un terreno stabile che si viene catapultati in atmosfere noir, con una sorta di acid blues a luci soffuse. “Auguries and Auguries” è geniale, soprattutto perché spezza il ritmo dance al quale ci si era abituati.
La chiusura in poco più di tre minuti di “The Unstitching of Everything” è degna dell’intera opera: sembra quasi uscita da un musical rock: una sinfonia che completa un puzzle quasi perfetto, con una conclusione quasi sospesa, come se volesse tracciare la strada per lavori futuri.
Buona la prima è un’espressione riduttiva per questo album, impeccabile sotto ogni punto di vista. Poco più di mezz’ora che vola come se fossero passati solo pochi minuti.
Ora le ipotesi sono due: rischiare una clamorosa perdita di quota a discapito delle aspettative, oppure consacrare ancor di più questo debutto con un’opera che porterà il quintetto inglese nell’olimpo dei grandi.

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