Geese: La recensione di “3D Country”

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Geese – 3D Country

23 Giugno 2023

℗ Partisan Records / Play It Again

La band newyorkese sposta la sua arte verso nuovi orizzonti, mettendo da parte le sue origini post-punk in favore di atmosfere più audaci strappate ad un rock n’ roll d’altri tempi.

I “Geese” non erano partiti esattamente nel migliore dei modi. Il loro disco di debutto del 2021, “Projector”, non aveva saputo distinguersi da tutti gli altri progetti simil “Talking Heads”, che la scena underground di Brooklyn aveva sputato fuori. In 3D Country invece, il gruppo sembra aver completamente assimilato tutto quello che l’alternative del CBGB ha creato negli ultimi tempi. È l’hanno assimilato talmente forte che hanno deciso di prendere una direzione diversa. Tra le atmosfere progressive e scintillanti jam glamour, la band trova ancora spazio per il suo post-punk. 

“2122”, traccia di apertura del disco, introduce un Winter stravagante, che grida di dei egizi e personaggi folkloristici slavi, serpenti e riti vodoo. Il resto della band, composta da Gus Green e Foster Hudson alle chitarre, e Dom DiGesu e Max Bassin, rispettivamente basso e batteria, inserisce potenti riff di chitarra, accompagnati da una sezione ritmica serrata. Non mancano elementi folk americani, come il banjo. Tutte queste sperimentazioni forniscono si un suono coeso al disco, ma contribuiscono a dare una voce chiara e precisa ad ogni componente. 

Gli stili sono spesso contorti, dinamici e in questo caso, molto più melodici. Il disco parte in maniera aggressiva, per poi rallentare e perdersi nelle voci e nelle linee di piano di “3D Country”. In “Cowboy Nudes” le melodie fanno quasi tutto il lavoro, sono semplici e ti invogliano a cantare. Agli elementi folk, la band aggiunge anche strumenti più classici, come nel caso di “Tomorrow’s Crusades”, in cui la traccia viene ingrossata da un’ampia sezione di archi e falsetti.  

Il disco però inizia a perdere di efficacia verso la metà. Tracce come “Crusades” e “Undoer”, non possono essere identificate come brutte, ma non portano da nessuna parte. 

Voto: 6.3/10

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