Georgia: la recensione di “Euphoric”

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  • Georgia – Euphoric
  • 28 Luglio 2023
  • ℗ 2023 Domino Recording Co Ltd

A tre anni e mezzo dalla pubblicazione del suo ultimo album Seeking Thrills, la cantautrice e produttrice inglese Georgia torna con il nuovo progetto discografico dal nome Euphoric.

Dopo il debutto con l’album omonimo nel 2015, Georgia si è conquistata la sua fetta di fans nel 2020 con la pubblicazione dell’album precedentemente citato e andando in tournée con HAIM e Carly Rae Jepsen. Dal punto di vista sonoro, la tecnica di registrazione di Seeking Thrills è stata talmente studiata nei minimi dettagli da rendere il risultato finale certamente vincente, ma manchevole di quella spontaneità da performer, nonché indice di una marcata personalità.

La situazione si evolve (ma non troppo) con Euphoric, reso disponibile in versione fisica e digitale lo scorso 28 luglio. Il destino ha voluto che il noto produttore Rostam le abbia scritto un messaggio dopo averla sentita sul brano di Mura Masa intitolato Live Like We’re Dancing. Il giorno dopo ella era già in volo per Los Angeles pronta a dar vita al suo primo LP registrato in studio, dopo i due precedenti scritti e composti nei tre metri quadri della sua camera da letto.

Georgia descrive questo album come un’avventura fuori dall’ordinario. “Essendo una musicista che si autoproduce è facile rimanere bloccati su una cosa o in un posto” afferma la cantautrice del Regno Unito. Dunque, in California trova un nuovo spazio fisico ed emotivo in cui dare voce ai suoi pensieri e alle sue sensazioni, imparando a non pretendere di avere il controllo su tutto. “Lasciar andare” sembra la parola d’ordine di questo disco, o come dice la stessa Georgia “una resa ai miei problemi, al mio passato, ai miei difetti e al processo di guarigione”.

Il viaggio l’ha aiutata ad “affrontare molti aspetti della vita” e questo risuona sulle note delle 10 tracce che costituiscono questo album. Qua è racchiusa una voglia di libertà che la cantautrice cerca di catturare nei testi, scaturita dall’abbandono del passato abitudinario – fatto di eventi anche profondamente dolorosi come la perdita di un suo caro amico – e dall’ampliamento degli orizzonti. Si tratta di un’epifania personale per la quale lei si mostra ottimista, impaziente di lanciarsi verso nuove peripezie.

Ella è profondamente rimasta colpita dall’amore raccontato in It’s Euphoric, dove ripete all’infinito “it’s euphoric when you’re standing next to me”.

Farfalle nello stomaco che la donna prova per mezzo di un innamoramento, ma si sa che non tutte le storie d’amore hanno un lieto fine. Georgia impara che l’amore è fatto anche di incertezza come spiega in Some Things You’ll Never Know. Qua cita “it’s never that easy / I’m trapped in the walls of my anxiety / oh, I wanna know what you think about us / I wanna know if our future’s star crossed”. Insomma, l’amore è fatto anche di strazio e patimento. Lo esplicita in So What, dove si chiede “so what if it hurts? I’ll still do it again”. Non importa se fa male, continuerò a farlo. Continuerò ad amare e a soffrire a causa di questo sentimento che è fonte di tanta euforia ma anche di indomabile tormento.

Seppur il cuore non manchi, nei testi di Euphoric sembra venir meno un pizzico di azzardo. Dal punto di vista della scrittura, Georgia sembra esitare nella paura di raccontare troppo di sé e dunque si allontana da una qualsiasi grande rivelazione.

Tuttavia, le canzoni dell’album traggono forza dalla produzione. Gli elementi vincenti di pezzi come Give It Up For Love e All Night sono le sonorità tipiche degli anni ’90 e i ritmi digitali. Il sequencing onirico e sognante di Keep On genera una sensazione di leggerezza; si ha l’impressione di volteggiare in un tornado di pensieri, impulsi, stati d’animo mixati. A tal proposito è doveroso far riferimento anche alla copertina del disco.

Georgia

Un primo piano della cantante che appare quasi fluttuante. Infatti la testa sembra quasi staccata dal resto del corpo poiché circondata da polveri colorate che offuscano lo sfondo e gran parte del collo. Colori che – metaforicamente parlando – rappresentano stati d’animo differenti e avvolgono la testa dell’artista, fonte di creazione di idee e pensieri. Gli occhi della donna guardano di fronte a sé con espressione confusa, pensosa ma al tempo stesso incuriosita.

Insomma c’è voglia di esplorare e di esplorarsi, senza guardarsi alle spalle. Stavolta non so se Georgia ci sia riuscita nel migliore dei modi, tuttavia è chiaro che questo sia un disco dedicato al superamento del passato. Speriamo, attraverso progetti futuri, di imparare qualcosa di più sulla nuova visione del mondo della Georgia del presente.

Voto: 6.5/10

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