PinkPantheress: La recensione di “Heaven Knows”

4 mins read

Review

Voto
6.9/10
Overall
6.9/10
  • PinkPantheress – Heaven Knows
  • 10 Novembre 2023
  • ℗ Warner Music UK Limited.

Il disco di debutto dell’artista ventiduenne di Bath consolida il suo stile artistico, contro le aspettative date dal percorso di altri suoi colleghi. Si, perché se è vero che il successo social, soprattutto con TikTok, come nel caso della Walker, può arrivare in un lampo, come un lampo può anche scomparire. Soprattutto se si sta parlando di musicisti. Per PinkPantheress sembra però esserci una sorte diversa. Con “Heaven Knows”, uscito a due anni di distanza dal Mixtape, “to hell with it”, Vicky trova nuovi spunti, non solo elettronici. Se qualcuno si aspettava atmosfere glitch-pop, si aspettava male.

I suoni partono da pattern elettronici, i synth occupano un ruolo chiave, dopo tutto si sta parlando di musica elettronica, così come lo stile Garage di primi anni 2000, su cui l’artista ha lavorato da subito. PinkPantheress trova il modo di inserire anche elementi più tradizionali, tra cui chitarre classiche, che trovano l’incastro perfetto. 

Messa da parte la sua carriera di TikToker/Cantante, si è concentrata su una strada più difficile, ma sicuramente più appagante. Quella di Artista. Ha anche trovato nuovi collaboratori per la lavorazione di “Heaven Knows”, da Greg Kurstin (Kendrick Lamar, Sia, Adele), e Danny L Harle (Caroline Polachek, Charli XCX e Houdini, ultimo singolo di Dua Lipa). 

Nonostante l’impronta pop, i due producer sono riusciti a mantenere lo scheletro House nello stile della Walker.

I quattro featuring del disco sono azzeccati, in maniera particolare quello della bonus track “Boy’s Liar Pt.2”, con Ice Spice. Uscita inizialmente come singolo di anticipazione lo scorso febbraio, aveva permesso a PinkPantheress di scalare la Hot100 di Billboard. “Nice to meet you” con Central Cee non è da meno. Mentre la struttura dell’arrangiamento rimane dentro i canoni dell’elettronica, la scelta dei suoni accoglie contaminazioni rap che creano il tappeto perfetto per le rime del rapper inglese.

“Another Life”, traccia di apertura del disco è quella che, insieme a “Ophelia”, spicca di più nel disco. Le atmosfere elettroniche e house si emarginano, lasciando uscire fuori elemnti tradizionali, dalle chitarre acustiche agli organi. Nel caso di “Ophelia”, addirittura le strutture delle percussioni cambiano completamente connotati, creando un botta e risposta tra ritmiche garage e breakbeat acustici. I campionamenti di “Feelings” portano la traccia verso sensazioni R&B di primi anni 2000, mentre la Walker si concentra su sensazioni di inquietudine, ansie e incertezza. 

Non manca di dare la sua opinione sui social. Già all’inizio di quest’anno aveva dichiarato di essere fuori dall’ambiente social, e questo disco ne è la conferma. Nell’ interludio “Internet Baby” si scaglia contro le generazioni più giovani che popolano il social cinese. “Non sono il tuo bambolotto di Internet” canta. Nella traccia mette in luce un’incredibile dote vocale, mentre espone una problematica che si sta facendo sempre più seria tra fanbase e artista.

Nonostante ci sia ancora del lavoro da fare per trovare la forma perfetta a cui tutti gli artisti ambiscono, “Heaven Knows” è un disco che mostra un’ottima crescita artistica nella cantante classe 2001.

/ 5
Grazie per aver votato!
Previous Story

Black Country, New Road: La recensione di “Ants From Up There”

Next Story

Sebastiano Lillo: La recensione di “Loving Duende”

Latest from Recensioni