Squirrel Flower: La recensione di “Tomorrow’s Fire”

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Review

Voto
7.8/10
Overall
7.8/10
  • Tomorrow’s Fire – Squirrel Flower
  • 13 Ottobre 2023
  • ℗ Squirrel Flower / Full Time Hobby

Profondamente radicato all’interno della musica rock, il nuovo progetto di Ella Williams (Squirrel Flower), si conferma il suo miglior lavoro. Negli anni, l’artista di Chicago, è riuscita a tirare fuori dal cilindro tracce mastodontiche, come “Roadkill” o “Iowa 146” e ancora “Red Shoulder”, spaziando dall’indie al folk, ai disagi dell’infanzia. “Tomorrow’s Fire” nasce da un viaggio.

La Williams abbandona Chicago, e vaga senza meta, non vergognandosi di ammettere che ad un certo punto ha perso anche sé stessa. Si è ritrovata infine in bilico tra due mondi, due realtà così lontane eppure così vicine. Da una parte vaste distese incontaminate di dune sabbiose, dall’altra un ambiente pesantemente industrializzato. Nel punto in cui questi due mondi si incontrano c’è Ella. 

Le atmosfere sonore incarnano alla perfezione tematiche di questo disco. Le voci si perdono nei riverberi, i paesaggi rurali passano attraverso spunti folk, e arrangiamenti che prendono spunto in alcuni casi da modelli come Bruce Springsteen o Patti Smith.

Squirrel Flower

Nella produzione, Ella Williams, viene affiancata da Alex Ferrar (Wednesday, Indigo de Souza, Suki Waterhouse). Tra i musicisti spicca invece Dave Hartley, bassista dei War on Drugs. E non è un caso che la scelta sia ricaduta proprio su di lui. 

Il disco si apre con “I don’t use a trash can”, una versione rielaborata della traccia con cui “Squirrel Flower” si era presentata al mondo. La traccia fornisce il giusto set up emotivo di tutto il disco, mentre le voci sovrapposte e riverberate della Williams invitano l’ascoltatore a scavare dentro sé stesso. In “Full Time Job” la cantautrice porta al massimo il pomello delle distorsioni. Questo è il vero e proprio banger del disco. Una traccia ricca di suoni graffianti e strizzate d’occhio alla nuova scena Shoegaze. In “Alley Light” insicurezze e storie d’amore trovano terreno fertile per una mid-tempo dai toni country rock, colorati da riff crunchy.

“Canyon” è la traccia in cui l’influenza Springsteeniana si fa sentire di più, mentre “Intheskatepark” combina chitarre distorte e batterie elettroniche per addentrarsi all’interno di una cottarella estiva. “When a plant is diyng”, uscita come singolo di anticipazione, è nata in un battito di ciglia. Il protagonista della traccia si trova su un punto di non ritorno, mentre la cantautrice si scaglia contro una vita e una società troppo frenetica, con cui è difficile stare al passo. 

“What Kind of Dream is This?” e “Finally Rain”, rispettivamente penultima e ultima traccia del disco entrano di diritto nella top 3 delle migliori tracce di questo disco. Ambienti morbidi, caratterizzati da stratificazioni di sintetizzatore, corposi arpeggi di chitarra e ampi riverberi, creano l’atmosfera per una Williams più pura che mai.

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