Reflections

Caskets: la recensione di “Reflections”

  • Caskets – Reflections
  • 11 Agosto 2023
  • ℗ SharpTone Records

A due anni dal debutto internazionale con l’album Lost Souls, i Caskets sono tornati lo scorso 11 agosto con il nuovo album dal nome Reflections.

Il titolo – che tradotto in italiano significa “riflessi” – sembra appropriato per un disco che ci invita a guardarci indietro. Infatti se Lost Souls era una sintesi delle guerre interiori ed individuali del frontman Matt Flood, quest’ultimo progetto discografico riguarda il percorso della band nel suo insieme. Attraverso dieci tracce di genere pop, elettronico e metalcore, i Caskets fanno riemergere senza pudore eventi passati che – seppur non tutti propriamente positivi – li hanno portati ad essere ciò che sono attualmente.

Tracklist:

1. Believe

2. More Than Misery

3. In the Silence

4. Too Late

5. By the Sound

6. Six Feet Down

7. Silhouettes

8. Guiding Light

9. Hate Me

10. Better Way Out

Il brano di apertura si chiama Believe e ci introduce violentemente all’interno del genere dominante di Reflections, forse non abbastanza amato dai puristi del genere metal ma certamente energizzante per coloro che sanno apprezzare sonorità moderne come queste.

La seconda traccia è molto più pop della precedente e vede la partecipazione di Telle Smith dei The Word Alive. Il titolo è More Than Misery e nelle grida del ritornello percepiamo appieno il sentimento descritto dal testo. Esso parla infatti della sensazione del trovarsi ipnotizzati da qualcuno o qualcosa che però, col tempo, ci condurrà verso abitudini dannose per la salute fisica e mentale. Il sound rock tendente al pop-punk ricorda quello tipico di artisti moderni e noti a livello internazionale, come la band australiana 5 Seconds of Summer e/o il cantautore britannico Yungblud.

Si procede con In The Silence, caratterizzata da fantastici riff di chitarra ma manchevole di quel tocco necessario ed imprescindibile di individualità. Quest’ultima non manca nella quarta traccia dal titolo Too Late, dove sono presenti elementi elettronici capaci di far decollare il pezzo e di renderlo inedito rispetto ad altre canzoni già sentite.

Un brano di questo album che definisco coinvolgente ed emozionante è Guiding Light. Sebbene anche qua non veniamo posti di fronte ad alcuna novità musicale, il testo tratta di un relazione finita (non si capisce se fosse di natura amorosa o meno). All’interno di questo pezzo, il cantante Matt Flood riesce a trasmettere tutto il suo strazio causato dalla perdita della sua “luce che lo guida”. Si tratta della perdita di un punto di riferimento importante a cui lui urla tutto il suo dolore.

“Help me, I keep drowning, I need a savior

help me, I scream but no one ever hears my voice”

“If I sold myself a lie,

would you be my guiding light?”

In conclusione, Reflections è un album tutto sommato piacevole, che scorre bene. Tuttavia, per essere definito vincente necessiterebbe di maggiore originalità e singolarità. È un disco caratterizzato da un sound indubbiamente fresco e moderno, facilmente apprezzabile da parte dei fans più giovani, un po’ meno da chi all’interno di questo genere naviga già da qualche anno.

Chissà se in futuro i Caskets ci riserveranno delle sorprese, nel frattempo ascolta Reflections su Spotify.

Voto: 7/10

/ 5
Grazie per aver votato!