Tyler The Creator: la recensione di “Call Me If You Get Lost: The Estate Sale”

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  • Tyler The Creator – Call Me If You Get Lost: The Estate Sale
  • 31 Marzo 2023
  • Columbia Records / Sony Music Entertainment

Questo scorso marzo il rapper di classe 91’, nato e cresciuto a Los Angeles ci rilascia “Call Me If You Get Lost: The Estate Sales”, una sorta di seguito al suo ultimo album che ha vinto i Grammy Awards nel 2022 come Miglior Rap Album rilasciato nel 2021 “Call Me If You Get Lost”, dove all’interno troviamo una intro e sette nuove tracce che sono state registrate durante la creazione dell’album ma che non sono riuscite a farne parte.

Il primo singolo di questo progetto – “Dogtooth” – viene rilasciato il 27 marzo e come sempre troviamo la zampa di Dj Drama – storico produttore che ha fatto da host a molti artisti hip-hop durante l’era dei mixtape negli Stati Uniti – e da questa combinazione possiamo subito dedurre che Tyler cerca di mantenere quel filo diretto, senza filtri che tanto ammirava dai suoi idoli e che ci ha dimostrato nella versione dell’album precedente. Notiamo subito che in questa traccia, il rapper cerca di distaccarsi immediatamente dal resto della scena utilizzando lo stesso slang che molti artisti utilizzano: “Ti ho stretto la mano, non ti rispetto, Non chiamarmi king, non sono il tuo twin, Non sono tuo fratello, ci siamo appena conosciuti”.

E’ l’attitudine di Tyler che si fa sentire all’interno di questo progetto: in un’intervista per il magazine Nùmero, gli chiesero come mai in un tweet disse di non voler protrarre più quella figura  funny e il rapper rispose che non voleva più essere riconosciuto per le sue burle e che dal 2017 in poi si sarebbe focalizzato solamente alla musica. In “CMIYGT: The Estate Sale”, difatti non troviamo più un ragazzino che si divertiva come ai tempi di “Bastard”, 2011, ma troviamo un’artista che da “Flowerboy”, 2017 in poi ha deciso di concentrarsi di più sul suo lato artistico e meno su quello del personaggio divertente.

Prima di queste sette nuove tracce, si parte con una intro che dura una manciata di secondi ma che raffigura al meglio lo stato attuale di Tyler: “Arene in giro per il mondo.. Mi sono portato a casa un altro trofeo” , il rapper sa di aver sofferto molto prima di raggiungere la posizione di cui sta godendo al momento, difatti in un’intervista per Converse afferma : ”..e poi hai un paio di ragazzini privilegiati che nei forum dicono che mi sia montato la testa per i soldi … ma voi non sapete da dove sono arrivato. Io non ne parlo, voi non ne sapete, seriamente, non lo sapete. Voi avete conosciuto il Tyler dai 17 anni in su”.

Durante il percorso dell’album possiamo trovare un Tyler che si vanta liberamente dei suoi traguardi e lo fa in grande stile con una metafora che troviamo in “What a day”: “i put so many n- on, you thought Dj Khaled made it”, sottolineando quanto la sua figura da ragazzino-nongangsta, contrario a tutto ciò che rappresentava la classica figura del rapper duro, abbia influenzato molti artisti dopo di lui come i BROCKHAMPTON e come il suo istinto nell’aver spinto artisti come Kali Uchis li abbia resi dei nomi conosciuti nella scena musicale Rnb.

“Sorry not Sorry” è la traccia più personale che possiamo trovare nel progetto. Per chi non abbia ancora visto il video musicale consiglio subito di vederlo, in quanto possiamo anche comprendere al meglio il suo talento  come regista siccome il video è stato diretto da lui. Da qui possiamo notare come durante gli anni sia stato un’artista che non è mai stato stagnante ma che è sempre stato in grado di afferrare i suoi cambiamenti ed esprimerli al meglio.

Dal Tyler di “Bastard”, 2009 e “Goblin”, 2011, al Tyler di “Cherry Bomb”, 2015, fino Sir Baudelaire, attuale Tyler di CMIYGL. Nel video notiamo un Tyler spoglio quasi senza identità a torso nudo che chiede scusa a sua madre poiché menziona che la vede solamente per poco tempo ed ogni volta che la vede si sente come se la madre fosse forzata nel farlo; che chiede scusa ai suoi vecchi colleghi quando erano ancora il collettivo OFWGKTA, perché è consapevole che il clash tra i diversi ego è stato un possibile fattore della divisione del gruppo.

A fine video troviamo il primo Tyler “spoglio” che piano piano toglie di mezzo – letteralmente –  tutte le sue versioni precedenti, facendo fuori con la faccia ormai sanguinante Sir Baudelaire, il suo ultimo alter ego. Sarà forse un messaggio che allude ad una nuova fase nella sua carriera?

Voto: 9/10

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