Yves Tumor: La recensione di “Praise A Lord Who Chews But Which Does Not Consume”

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Review

Voto
8/10
Overall
8.0/10
  • Yves Tumor – Praise a Lord Who Chews But Which Does Not Consume
  • 17 Marzo 2023
  • ℗ Warp Records

Nel suo quarto album in studio “Praise A Lord Who Chews But Which Does Not Consume; (Or Simply, Hot Between Worlds)”, che abbrevieremo in “Praise a Lord”, Yves Tumor gioca allusioni sessuali, suoni atmosferici e sfocati incanalate dentro un genere al limite fra punk e art-rock. In aiuto alla stesura di questo disco compaiono due personaggi molto importanti nel panorama musicale, il primo è Noah Goldstein, ingegnere del suono di Kanye West da “My Beautiful Dark Twisted Fantasy” a “Ye” e produttore di questo disco, il secondo è Alan Moulder, Mixing Engineer per “The Smashing Pumpkins”, “Nine Inch Nails”, “The Killers”, “Arctic Monkeys” e tanti altri.

Urla, respiri affannati in loop e drum machine danno un’atmosfera cupa, dall’anima punk a “God Is a Circle”, prima traccia di questo disco. La tinta glam di “Lovely Sewer”, mescolata a serrate sezioni ritmiche e effetti sonori, ti porta in un panorama a tratti dream-pop. In “Meteora Blues” incontriamo la maestria di Alan Moulder, nel trovare dei suoni di chitarra perfetti per ogni occasione. Sopra gli imponenti strati distorti di chitarra alla “Blur”, Tumor canta di Dolci sogni e labbra del colore delle ciliegie. In “Parody” lo stile sonoro si sporca sempre di più, andando a creare un netto contrasto tra l’arrangiamento distorto e i falsetti di Tumor.

Sampling e grosse linee di basso conducono a maestosi fill di batteria e suoni graffianti in “Heaven Surrounds Us Like a Hood”. “Operator” è una traccia ironica. “Mi sono unito a una coppia di sposi / Pronto? / Ho pensato di risparmiare un po’ di soldi” biascica Tumor. “In Spite of War”, le chitarre filtrate incontrano sezioni ritmiche elettroniche da club. Echolalia è completamente abbandonata al punk più puro, almeno finché non sopraggiungono i sintetizzatori e i sussurri del cantante. Anche il testo di questa canzone è stracolmo di ironia. “Trattami come una bambola / Mettimi in una casa con un cane e una macchina luccicante”.

“Fear Evil Like Fire” si sviluppa in cori angelici e effetti sintetizzati distorti e inquietanti, mentre la voce sembra uscita da un vocoder. In “Purified by the Fire” tornano i campionamenti, sotto un beat bom bap. È la traccia di questo disco che esce più dagli schemi, mescolando l’R&B già sperimentata a melodie industrial. La traccia, come “Interlude”, è priva di testo. Un grosso fill di batteria esplode nelle melodie disco di “Ebony Eye”, traccia di chiusura dell’album. “Guardiamo i fiori sbocciare nella casa degli sciocchi / Queste ombre passeggere nelle tue fotografie”.

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